Spinti dalla voglia di realizzarci in qualcosa, accade alcune volte che dimentichiamo uno dei fattori principali se non addirittura uno dei più importanti…. l’EMOZIONE!

Vediamo la definizione secondo Wikipedia:

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.

In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.

Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche). Si differenziano quindi dai sentimenti e dagli stati d’animo.

Ma in che modo hanno a che fare con il lavoro che svolgiamo quotidianamente?

Ci sono alcuni punti in cui mi trovo d’accordo :

  1. stimoli interni ed esterni;
  2. sopravvivenza;
  3. funzione autoregolativa.

Punto 1: stimoli interni ed esterni

stimoli interni ed esterniSe ad esempio mi reco al lavoro e opero in un ambiente, sia dal punto di vista estetico che umano, decisamente poco invitante, in questo caso che tipo di stimoli riceverò? Direi non molto “positivi“, rendendo sicuramente gran parte della giornata lavorativa poco entusiasmante.

Punto 2: sopravvivenza

abbiamo sempre fatto cosìQuesta è in assoluto quella che mi piace più di tutte 😀
L’essere umano è, tendenzialmente in gran parte delle cose che fa, abbastanza abitudinario; spesso questa forma di abitudine ci uccide! Sì, avete letto bene, ci uccide proprio… e ci porta all’estinzione.

Dico questo perché, nel bene o nel male, tutti i giorni ci alziamo, compiendo prevalentemente azioni abbastanza quotidiane e comuni: doccia, colazione, andare al lavoro ed, indipendentemente dal fatto che il lavoro sia diverso ogni giorno oppure sempre uguale, comunque quello che “pensiamo” è molto simile.

Mi spiego meglio: avete presente quella sensazione del tipo “che palle devo andare al lavoro”? Oppure “non cambia mai nulla, sempre la solita vita”.

Ecco questo “pensare”, uccide la nostra condizione quotidiana e uccide anche le persone che abbiamo a fianco. Se in quello che facciamo quotidianamente non mettiamo un po’ di emozione e di passione (assaporando un caffè, guardando fuori dal finestrino dell’auto, stringendo la mano fredda di un collega, ascoltando una canzone…) siamo a “Rischio abitudine”! E le abitudini, quelle SBAGLIATE, ci portano per forza di cose, a farci del male.

Un esempio?
La classica risposta, diventata un simbolo : “ABBIAMO FATTO SEMPRE COSì”.

Una domanda mi sorge spontanea, ma quante aziende hanno chiuso grazie a questa idea geniale???

Punto 3: funzione autoregolativa

autostimaSarò sintetico, lo giuro! 😉

Se ogni sacrosanto giorno, mettiamo al primo posto l’EMOZIONE in quello che facciamo, ed abbiamo dei feedback, secondo voi la nostra autostima crescerà??? Indovinate quale è la risposta???? Assolutamente Siiiiiiiiiiiiiiiiii 😀

Concludo, con un’ultima riflessione:

Cercate ovunque, ed in qualsiasi forma, quella sensazione che vi emozioni, che vi faccia esclamare WOW!
Credetemi, la vostra vita e quella degli altri inizierà ad andare DAVVERO meglio 😉

Ps. godetevi questo trailer, a me emoziona molto (sarà che io e il cibo andiamo molto d’accordo)

 

Jiro e l’arte del SushiVa dove ti porta il WOWSpinti dalla voglia di realizzarci in qualcosa, accade alcune volte che dimentichiamo uno dei fattori principali se non addirittura uno dei più importanti…. l’EMOZIONE!

Pubblicato da DiRosaFabio.it su Lunedì 7 marzo 2016