Il titolo dice tutto……. in realtà non voglio parlare di come arrivare alla fine del mese (anche se magari più in là potrebbe essere interessante affrontare anche questo argomento), ma voglio semplicemente condividere con voi quello che è stata un’esperienza vissuta altre volte, ma questa volta è stata diversa.

A ridosso delle vacanze natalizie si è letto un pò ovunque del “DIGITAL DETOX” o come staccare la spina e disintossicarsi dalla tecnologia.

Premesso che a mio parere non ci sia un metodo migliore dell’altro, ma più semplicemente ognuno di noi trovo il proprio modo più efficace. Detto questo, le mie vacanze natalizie sono state impegnative a livello culinario (come tutti gli anni…sob…), rilassanti e movimentate contemporaneamente!

A mio modo ho però deciso di approfittarne e di riprendere ciò che per un periodo della mia vita era diventato anche abbastanza frequente, ovvero ritornane un pò allo stato brado (no, non intendo sul divano alla Homer Simpson con la birra in mano quasi in coma etilico), intendo dire a contatto con la natura, il cavarsela con quello che si trova, ed ingegnarsi a come restare “operativi” e ritornare a casa sani e salvi (non tanto distante dal pensiero di arrivare a fine mese).

Cosa ho fatto?

Nulla di esagerato, ma in breve ho fatto questo:

  1. ho chiamato mio fratello (compagno di mille avventure) e gli ho chiesto di fare questa cosa con me (è stato finalmente un motivo per rivederci e stare un pò insieme visto che i lavori spesso ci portano a stare un pò distanti)
  2. ci siamo trovati, abbiamo deciso il luogo, il giorno, i materiali, insomma abbiamo pianificato tutto quello che potevamo pianificare, il resto non pianificato volgarmente definito “imprevisto”è stato pianificato pure quello, per evitare di crearci meno problemi possibili
  3. siamo giunti sul posto e da li è partita la nostra avventura 🙂

Cosa abbiamo fatto?

Abbiamo messo in pratica insegnamenti ed esperienze vissute precedentemente, abbiamo cercato innanzitutto di non metterci in situazioni di pericolo ne per noi e nemmeno per altri, di non danneggiare la natura ed il territorio circostante, ma sopratutto abbiamo voluto usare la situazione per rivivere quella bellissima sensazione di sentirsi “vivi”.

Spesso queste attività vengono usate anche per svolgere formazione “esperienziale”, in cui si creano situazioni e scenari dove l’attività di team building (outdoor) aiuta a creare gruppo, ed insegna più velocemente in alcuni casi piuttosto che seduti in un aula.

Potrei stare qui a raccontarvi per filo e per segno cosa abbiamo fatto e come lo abbiamo fatto nei minimi particolari, ma mi piace l’idea di stuzzicarvi e di interagire con voi. Pertanto se volete farmi domande o togliervi qualche curiosità, usate pure lo spazio sottostante per i commenti oppure scrivetemi una email, e sarò lieto di rispondervi 😉

Ecco alcune foto della giornata (si lo so, non sono molto presentabili, ma non era nostra intenzione fare un reportage alla Bear Grylls)