soluzione spreco acqua docciaPs. prima che interpretiate in maniera strana la foto dell’articolo, l’ho ripresa da questo link perchè la trovo un idea geniale per scoraggiare una lunga permanenza durante la doccia e di conseguenza per risparmiare più acqua possibile.

Comunque è da riconoscere è una figata o no? 😀

 

Ora precisiamo bene una cosa, questo articolo non è rivolto solo ai maschietti che hanno problemi relazionali con la propria donna, non è un manuale per insegnare alla tua lei come “pensare snello”, decisamente no 😉

A parte questo premessa, cos’è il Lean Thinking?

Se facciamo una ricerca con mr. Google ci comparirà questo, ma ovviamente il mio articolo non è un copia e incolla, ma è come sempre un punto di vista personale vissuto sulle mie esperienze.

Partiamo da qui…. ultimamente e sempre più spesso mi viene chiesto di spiegare cosa sia questa “filosofia”, spesso si ha una percezione come se fosse un’idea innovativa e che potrà cambiare per sempre le nostre vite in meglio… dunque in realtà non parliamo di innovazione, ma bensì di nuova interpretazione, semplicemente perchè forse ci siamo resi conto che gran parte di quello che viene prodotto forse produce troppi sprechi, ecc ecc ecc….?

Ma cos’è e quando nasce il Lean Thinking?

E’ una filosofia di pensiero che ha le sue radici nel Lean Manufacturing, il modello di produzione ormai noto in tutto il mondo originato dal sistema di produzione Toyota.

La Lean Manufacturing pare che ebbe il suo inizio con Henry Ford e la sua linea di assemblaggio in movimento che diventò poi il modello su cui Toyota basò il proprio sistema di produzione negli anni 40:

“Una linea in continuo movimento è un flusso continuo di materiale”

Ne consegue quindi che qualsiasi cosa che blocca o rallenta il flusso del materiale è uno spreco

Sfortunatamente la Ford Motor Company si allontanò successivamente dalla visione originale di Henry Ford in quanto, nello stabilimento di Rouge, uno dei più grandi complessi produttivi dell’epoca, si passò dall’attenzione al flusso del materiale a l’obiettivo di ottenere quanti più esemplari possibili del modello T mantenendo le macchine sempre impegnate, sia che i processi a valle fossero disponibili sia che non lo fossero. Le scorte interoperazionali crebbero a dismisura in quanto ogni macchina lavorò al proprio tempo ciclo, incurante delle richieste degli altri processi.

Intanto, Toyota stava sviluppando il suo sistema di produzione snella che permetteva di superare la necessità di flessibilità della produzione (infatti il mercato Toyota era inizialmente limitato al Giappone, che richiedeva piccola quantità di prodotti con grande variabilità) e la mancanza delle infrastrutture di cui disponeva la Ford Motor Company.

La Toyota, al contrario di Ford, riconobbe l’importanza dei lavoratori, che non dovevano essere solo forza lavoro, ma essere partecipi del processo e delle loro motivazioni anche attraverso incentivi quali posti di lavoro fissi e diritti superiori a quelli riconosciuti in Europa.

Un’altra scoperta chiave della Toyota fu la possibilità di rendere la linea di assemblaggio flessibile al cambio di prodotti, minimizzando i tempi di setup e changeover.

Questa ancora oggi è una delle tanti chiavi del successo, basta pensare anche solo al mondo digitale, tutto scorre molto velocemente, o ne fai parte o ne sei fuori. Un continuo movimento.

Chiaro il concetto no?

Fare di più con meno di tutto

Alla fine è solo una questione di educazione e rispetto nei nostri confronti e nei confronti del nostro prossimo.

Pensate all’unica fetta di torta rimasta nel frigo, siete li che non vedete l’ora di tornare a casa per mangiare un boccone, ad un certo punto siete davanti al frigo, le papille gustative sono già in movimento, aprite il frigo e trovate la fetta di torta enorme tutta ammuffita…… forse non era il caso di dividerla con chi era presente??