Ansia da prestazione

Titolo borderline? Potrebbe essere, ma tranquilli non parliamo di sesso, anzi userò delle analogie per parlare di ansia da prestazione nel web marketing 😉

Partiamo da una situazione più o meno comune, il nuovo cliente ti affida un lavoro (per esempio la realizzazione del sito web e la gestione iniziale della pagina aziendale di Facebook), tu dai il massimo perché e la tua filosofia, completi il tutto e mostri al cliente il tuo capolavoro.

Fin qua tutto bene, ma…… Il cliente ha apprezzato il tuo lavoro (se sei fortunato ti paga), passano due giorni e lui ti chiama, facendoti la prima domanda “non mi ha scritto/contattato nessuno, è normale?

Tu gli spieghi che il web e le persone che lo frequentano, hanno dei tempi, e che non sempre per quanto tu possa aver fatto il miglior lavoro, non esistono regole che garantiscono risultati certi.

Passa qualche altro giorno e nuovamente ricevi una telefonata/messaggio di testo (si usano ancora?)/whatsapp/messenger/piccione viaggiatore, del tuo cliente, che annuncia “puoi controllare che funzioni il form del sito? Perché i fan di Facebook non aumentano e nemmeno i mi piace?

Tu trattieni il respiro, pensi dentro di te e parte il ritornello di Gabbani “Tutti tuttologi col web – Coca dei popoli – Oppio dei poveri” e rispondi in maniera molto diplomatica e quasi sorridente “Roma non è stata costruita in due giorni“. Se il cliente coglie la leggera sfumatura, saluta e probabilmente farà passare quattro giorni e non più due (una grande conquista).

Ora, avevo detto che avremmo parlato di ansia da prestazione, e che ci sarebbero state delle analogie con il sesso, e per evitare che tu perda questa enorme voglia di conoscere il finale di questo articolo, proverò a spiegarti dove e come sono queste analogie.

Ipotizziamo che tu sia uomo, conosci una donna, esci con lei (scegli tu se un aperitivo o una cena), e poi iniziate a parlare di voi, di cosa vi occupate nella vita, quali sono i vostri hobby, ecc, fin qua, tutto nella norma. Ma bada bene una cosa, Lei ricorda tutto, si è fatta un idea di te e di ciò che sei.

Ricorda che il cliente è Donna (anche se uomo), se hai fatto in modo di ottenere la sua fiducia e Lei si è fatta un’idea meravigliosa di te, se sbagli, lei ti ucciderà (spero non nel senso fisico)

Arriva il momento tanto atteso (si spera per tutti e due), siete romanticamente abbracciati (insomma mettici anche tu un pò di fantasia) e arriva giusto giusto come un orologio svizzero la fatidica “ansia da prestazione“. Come la riconosco? Da alcuni segnali che ti elenco:

  • lei ti ha scelto e tu hai scelto lei, la fiducia si è instaurata (il cliente ha scelto te perché sei colui che può aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi) e vi piacete reciprocamente
  • ti emoziona (sai che se tutto va bene il cliente ti pagherà) e tu DEVI emozionare lei (il cliente)

Ora non dirmi che hai saputo vendere bene la realizzazione del sito web, collegata ad una gestione parziale della pagina Facebook (esistente), ma che onestamente non hai anticipato al tuo cliente che tutte le varie attività fanno parte di una strategia, ecc ecc?

Perché se hai fatto ciò, la tua ansia da prestazione non è nulla in confronto a quella che il cliente sta provando, perché ha trovato in te la persona che sostanzialmente non solo gli deve far tornare indietro i soldi spesi, ma crede che gli farà aumentare il fatturato.

E se Lei scherzando ti chiedesse le misure? Nel caso del tuo cliente di misurare il Roi? Che fai sbianchi?

Già, proprio così, ma attenzione, sei anche furbo e scaltro, stai pensando però che esiste un rimedio, o forse ci avevi pensato fin dall’inizio, la famosa pillola Blu (nel nostro caso Facebook, non a caso di colore Blu).

La tua idea era che con un pò di post fiki, hashtag, citazioni, immagini e video giusti, in quattro e quattr’otto riuscirai ad aumentare i fan, i mi piace, ed il cliente sarà soddisfatto.

Piccola riflessione che ti faccio fare

Con il cliente vuoi un rapporto duraturo e sincero, oppure una sveltina e via?

Ti starai chiedendo come posso creare un rapporto duraturo, sincero e tranquillo?

Te lo spiego subito:

1- si sincero fin dall’inizio, non promettere numeri o raggiungimento di obiettivi, spiega in maniera semplice che questo lavoro non ha regole fisse e che funzionano sempre. Fai capire al cliente che per ottenere bisogna fare, un continuo essere presenti. Se ti fa piacere usa pura la mia citazione ” Promuoversi è come mangiare, lo devi fare bene e tutti i giorni, altrimenti il tuo corpo ne risentirà

2- cerca di anticipare il cliente, mostra l’andamento dei risultati con strumenti specifici, e sopratutto semplici da poter consultare, privi di parole troppo tecniche, ricorda che lui vuole il risultato ( e spesso ignora e nemmeno gli interessa quale magia tu debba fare per farglieli ottenere)

3- non pensare ai soldi che il cliente ti darà (o non ti darà), fai ciò che esattamente faresti come se fosse tua l’attività, dai il meglio di te stesso

Il perché di questo articolo?
Perché di clienti ne incontriamo davvero tanti e spesso dimentichiamo che il nostro lavoro è cercare innanzitutto di far avvenire un cambio di mentalità al cliente che è dall’altra parte.

Per quel che mi riguarda è una bella sfida! Per questo farò tesoro dei vostri suggerimenti e consigli che vorrete darmi in questo articolo.

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